Il Semidano è un vitigno a bacca bianca autoctono della Sardegna, dalle origini ancora incerte e documentato sull’isola almeno dal XVIII secolo. Un tempo ampiamente diffuso, conobbe una forte contrazione alla fine dell’Ottocento in seguito alla fillossera, ma è stato conservato soprattutto nel Campidano centro-occidentale. La foglia è di dimensione media, generalmente trilobata o debolmente pentalobata, con lembo consistente e superficie moderatamente bollosa. Il grappolo, medio e compatto, presenta forma conica o cilindrico-conica; gli acini sono medi, sferoidali o ellissoidali larghi, con buccia consistente, molto pruinosa e di colore verde-giallo. Oggi la denominazione Sardegna Semidano interessa l’intero territorio regionale, mentre la coltivazione più rappresentativa si concentra nel Campidano di Oristano, in particolare nell’area collinare di Mogoro, su terreni argillo-calcarei di medio impasto. Il vino ottenuto in purezza si distingue per il colore giallo paglierino con riflessi dorati, profumi delicati di fiori, pesca e albicocca, accompagnati da sfumature di erbe aromatiche. Al palato è morbido, sapido e fresco, con struttura equilibrata e un’elegante finezza. Espressivo in gioventù, può acquisire maggiore complessità con l’affinamento, mentre le versioni superiore, spumante e passito ne valorizzano la versatilità enologica.