La Tintilia è il principale vitigno autoctono a bacca nera del Molise, documentato nella regione almeno dalla fine del Settecento e citato in un manoscritto del 1810. A lungo confusa con il Bovale Grande o ritenuta di origine iberica, è stata successivamente riconosciuta come varietà geneticamente distinta e valorizzata attraverso un importante percorso di recupero. Oggi è coltivata soprattutto nelle province di Campobasso e Isernia, in particolare nelle aree collinari e interne, dove esprime una spiccata identità territoriale. Dal punto di vista ampelografico presenta una foglia di media grandezza, pentagonale o orbicolare, generalmente pentalobata o eptalobata; il grappolo è medio-lungo, spargolo, talvolta alato, mentre l’acino è piccolo, corto-ellittico, con buccia spessa, molto pruinosa e di colore blu-nero. I vini ottenuti si distinguono per il colore rosso rubino intenso, spesso arricchito da riflessi violacei, e per profumi di prugna, frutti scuri, violetta e spezie, con ricordi di pepe nero e sfumature erbacee. Al palato mostrano buona freschezza, struttura, calore e tannini eleganti, sostenuti da una marcata concentrazione fenolica. La Tintilia si presta sia a interpretazioni giovani e dinamiche sia a versioni più complesse, capaci di evolvere con l’affinamento in legno e in bottiglia.