La Vernaccia di Oristano è un antico vitigno a bacca bianca autoctono della Sardegna, profondamente legato alla bassa valle del Tirso e al territorio oristanese. La sua presenza nell’Isola è documentata almeno dal 1327, mentre l’origine più remota resta oggetto di diverse interpretazioni; il nome potrebbe richiamare il latino vernaculus, cioè “del luogo”. La coltivazione è rimasta concentrata soprattutto nei comuni dell’Oristanese, tra Oristano, Cabras, Baratili San Pietro, Nurachi, Riola Sardo, Santa Giusta, Solarussa, Siamaggiore, Zeddiani e le aree circostanti, su terreni alluvionali e spesso con allevamento tradizionale ad alberello. Dal punto di vista ampelografico presenta foglia cuneiforme, generalmente trilobata, con seno peziolare aperto e base a V; il grappolo è corto, di forma conica o imbutiforme e mediamente compatto, mentre l’acino è globoso, medio-grande, con buccia verde-gialla e polpa priva di pigmentazione. Il vino si distingue per il colore dal giallo dorato all’ambrato, la struttura calda e avvolgente e una spiccata persistenza. Al naso richiama fiori di mandorlo, frutta secca, miele e delicate sfumature ossidative; al palato offre finezza, equilibrio e un caratteristico finale lievemente amarognolo di mandorla. La sua peculiarità enologica risiede nell’affinamento in botti scolme, dove il velo di lieviti, detto flor, contribuisce alla complessità aromatica e alla straordinaria longevità.