Nel cuore della Puglia centrale, la Valle d’Itria si sviluppa tra le colline della Murgia dei Trulli e le aree che accompagnano il paesaggio verso il mare. Il territorio viticolo interessa comuni come Locorotondo, Martina Franca, Cisternino, Ceglie Messapica, Fasano, Ostuni, Alberobello e Crispiano, in un mosaico rurale fatto di vigneti, uliveti, trulli, masserie e muretti a secco. Le altitudini collinari, le esposizioni ventilate e la vicinanza dell’Adriatico contribuiscono a creare condizioni favorevoli per una viticoltura orientata alla freschezza e all’equilibrio.
I vigneti poggiano soprattutto su substrati calcareo-argillosi, spesso associati alla caratteristica terra rossa della Murgia. La componente calcarea favorisce drenaggio e finezza, mentre la presenza di argilla contribuisce a sostenere la vite nei periodi più asciutti. In questo ambiente trovano espressione particolare i vitigni a bacca bianca della tradizione locale, tra cui Verdeca, Bianco d’Alessano, Bombino bianco e Francavidda, affiancati da varietà autorizzate dal disciplinare della Valle d’Itria IGP. La tavolozza ampelografica comprende anche uve a bacca rossa e rosata, capaci di interpretare il territorio con versioni più leggere e fragranti.
La produzione si articola in vini bianchi, rosati e rossi, oltre a tipologie frizzanti, spumanti da uve bianche, passiti, vini da uve stramature e novelli. I bianchi sono generalmente riconoscibili per profumi delicati, acidità ben presente, sapidità e una trama gustativa lineare; rosati e rossi valorizzano invece frutto, equilibrio e scorrevolezza. La tradizione viticola, sviluppatasi con particolare impulso dalla fine dell’Ottocento, convive oggi con vinificazioni attente alla valorizzazione varietale: raccolte tempestive, pressature soffici, fermentazioni a temperatura controllata e affinamenti rispettosi del carattere dei vitigni. Il risultato è una viticoltura profondamente legata al paesaggio, capace di unire memoria contadina e sensibilità enologica contemporanea.