Ischia esprime una viticoltura insulare fortemente legata alla natura vulcanica dell’isola e alla complessità dei suoi versanti. I vigneti si sviluppano su terreni sciolti, ricchi di pomice e scheletro, poveri di carbonato di calcio e caratterizzati da una buona dotazione di potassio, elementi che favoriscono equilibrio, freschezza e riconoscibilità. Il clima mite del Mar Tirreno, insieme alla ventilazione determinata dall’orografia e dall’alternanza dei venti stagionali, crea condizioni favorevoli alla maturazione delle uve e alla conservazione del patrimonio aromatico.
Il paesaggio vitato è segnato dai terrazzamenti sostenuti dalle tradizionali parracine in tufo verde, che permettono di coltivare la vite anche sui pendii più ripidi. Biancolella e Forastera sono i principali riferimenti a bacca bianca, affiancati da Piedirosso, localmente chiamato Per’ e Palummo, e Guarnaccia per le espressioni rosse. La denominazione comprende vini bianchi, anche spumanti e superiori, rossi, monovitigno e una tipologia passita.
La vinificazione segue pratiche locali consolidate e si svolge sull’isola, con affinamento in bottiglia per diverse tipologie. Nel passito, le uve di Piedirosso vengono sottoposte ad appassimento sulla pianta o dopo la raccolta. La lunga storia della viticoltura ischitana, documentata già dall’età greca, continua così in una tradizione dove ambiente, manualità e identità varietale procedono insieme.